S3Studium
    Numero 15
 

Progetto Officina- Sviluppo Locale
Vincenzo D'Elia

 

Un resoconto del progetto che, insieme a tutti gli altri, intende sostenere lo sviluppo locale tra mille tentativi ed imprevisti

Con una veste editoriale gradevole e agile, il “Quaderno” Formez numero sei dà conto del progetto Officina, una tra le tante iniziative attivate nel percorso impegnativo e fruttuoso per sostenere lo sviluppo locale.
In particolare, i materiali del forum diretto ad “individuare e diffondere best practices per favorire la crescita e la specializzazione delle strutture che offrono servizi per lo sviluppo”, sono stati organizzati in un rapporto conclusivo e costituiscono l’oggetto del “Quaderno”.
La premessa contestualizza il progetto Officina nella complessa rete di attività del Formez; l’articolata introduzione ha il pregio di esaminare con chiarezza quanto ci si proponeva nell’indagine. Entrambe offrono la chiave per capire i momenti di scarto e le riflessioni accennate ma non sviluppate.
Come suggerisce la curatrice del volume, Danielle Mazzonis, il contrasto, a volte anche totale, tra i caratteri distintivi delle Agenzie di sviluppo rende l’analisi comparata delle funzioni eccellenti complicata e difficile.
Al progetto Officina si chiedeva di orientare la ricerca oltre gli studi di singoli casi o di particolari ambiti territoriali e oltre le suggestioni che ogni punto di riferimento concettuale comporta; con questo progetto si chiedeva di fare spazio ad una conoscenza più profonda e di raccogliere indicazioni significative sul complesso di nozioni che compete questo settore.
Partendo da questa consapevolezza le intuizioni sono state avvicinate in una prospettiva nuova e anche la definizione del metodo è stata considerata un momento importante.
Il gruppo di lavoro, infatti, ha coinvolto, oltre ai responsabili del progetto Formez, i manager di nove Agenzie significative e tre esperti nel ruolo di provocatori e animatori del gruppo.
Negli incontri è stato messo in scena un vivace dialogo per esplorare il panorama delle funzioni interne delle Agenzie.
Di cosa parliamo quando indichiamo il mestiere dell’agente di sviluppo? I processi di legittimazione istituzionale dell’Agenzia sono diversi rispetto al passato, in che modo convivono l’anima da imprenditori dei servizi e l’anima pubblica, all’interno della stessa Agenzia?
Di fatto, le Agenzie locali esprimono una gran diversità nelle prestazioni economiche e nell’organizzazione interna; la prossimità alle caratteristiche del proprio territorio, che suggerisce interventi non riconducibili a un modello generale, non sottopone le stesse iniziative al vincolo della non riproducibilità del proprio sapere, delle proprie competenze?
La forma espositiva adottata nel “Quaderno” per trattare tali questioni non è piana e lineare ma si muove su una pluralità di livelli, passando da quello teorico a quello fattuale, da esempi specifici a considerazioni metodologiche. In altri termini si può dire che essa si adatta al carattere intrinsecamente aperto e contraddittorio, strategico e non parametrico dei temi affrontati.
Di fatto, se da un lato le Agenzie di sviluppo locale costituiscono un livello di realtà la cui messa a fuoco ha importanti implicazioni per le politiche di sviluppo, dall’altro lato, per dirla con Culler, in questo momento storico le Agenzie si trovano nella situazione di chi deve correre il rischio di segare il ramo su cui sta seduto. A questo proposito l’indicazione più argomentata nel “Quaderno” è quella relativa alla messa in rete delle Agenzie e su tale questione, sottesa in tutto il volume, credo vadano ancorate le riflessioni e le considerazioni conclusive.
La stagione dell’innovazione ha evidenziato il ruolo decisivo che hanno gli imprevisti, il caso, gli effetti irrazionali, le nuove domande soggettive che vengono attivate nel corso del perseguimento stesso di un progetto per lo sviluppo così che, i risultati, sono a volte non interpretabili o riconoscibili con i codici dello stesso progetto e, viceversa, il contesto e il campo dell’intervento sono affollati di problemi e di scarti.
A differenza di quanto era stato dato per scontato dalla politica delle riforme, le innovazioni non sono facilmente pianificabili.
Come emerge dal forum Officina, soprattutto negli ultimi anni la progettualità delle Agenzie di sviluppo ha fortemente risentito di ciò e dunque è più che mai indispensabile che si definiscano e si rintraccino quegli elementi che concorrono a definire una razionalità materiale e di processo nell’agire delle Agenzie.
Il progetto Officina, in definitiva, con le indicazioni raccolte sullo stato dell’arte delle Agenzie, propone di delimitare e definire la razionalità di un processo e di circoscrivere i fili iniziali di una rete.

Vincenza D’Elia lavora nell’Area Editoria del Formez.

 

 

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