S3Studium
    Numero 10
 

Oscar Niemeyer per Ravello

 

"Fare architettura è creare bellezza" dice Oscar Niemeyer, uno dei massimi architetti del nostro tempo, che ha regalato a Ravello il progetto semplice e sorprendente di un nuovo auditorium



"Città della musica"
Ravello è un paese di 2.800 abitanti, situato a 360 metri di altezza sulla Costiera amalfitana. Per una serie di fortunate combinazioni storiche e grazie alla lungimiranza dei suoi cittadini, il paese non si è limitato a sfruttare turisticamente la straordinaria bellezza del suo panorama ma ne ha incrementato l'attrattiva aggiungendovi l'organizzazione di concerti e di eventi culturali.
Fino agli inizi degli anni Novanta non esisteva una vera e propria strategia turistica e le manifestazioni pensate per un pubblico culturalmente élitario si alternavano con quelle destinate al turismo di massa. La definizione di una strategia precisa fu effettuata tra il 1993 e il 1995 dall'assessorato comunale alla cultura e al turismo che provvide alla stesura di un programma operativo, alla sua discussione con i soggetti sociali più importanti nella vita locale, alla creazione di un network di personalità nazionali e internazionali per fare da cintura protettiva del patrimonio ravellese e assicurare al programma la loro collaborazione.
A partire da quel periodo, Ravello ha assecondato con più decisione la sua etichetta di "città della musica", ha incrementato il numero dei concerti sinfonici e cameristici, gli spattacoli di balletto e i recital, ha coltivato con maggiore cura le tradizionali feste popolari e ha eliminato gli spettacoli massificanti.
I due presupposti della nuova strategia erano identificati nella specificità culturale di Ravello e in una precisa segmentazione del mercato turistico.

La specificità culturale.
Ravello gode di un circolo virtuoso grazie al quale la bellezza intensa e remota del luogo attira intellettuali e professionisti i quali, con la loro presenza, inducono gli albergatori e i cittadini ad adottare un tipo di accoglienza mirata sul turista-intellettuale (silenzio, quiete, rispetto della natura, garbo, semplicità, buon rapporto tra prezzo e qualità delle offerte, eventi di alto livello culturale, ecc.). La specializzazione in questo tipo di accoglienza e l'atmosfera che finisce per crearsi, attirano ulteriormente i turisti capaci di apprezzarne ed esaltarne la specificità.
A Ravello ha soggiornato un numero impressionante di artisti e scrittori, che spesso da questo luogo hanno tratto ispirazione per le loro opere: musicisti come Wagner e Grieg; pittori come Ruskin ed Escher; scrittori come Boccaccio, Gide, Forster, D.H.Lawrence, Domenico Rea, Rafael Alberti, Gore Vidal; artisti come John Huston, Greta Garbo e Humphrey Bogart.
Su questo patrimonio di presenze geniali, di paesaggi e monumenti mirabili, i ravellesi hanno puntato per selezionare il proprio segmento di mercato turistico.

Turismo consapevole
Com'è noto, il progresso di quest'ultimo secolo ha raddoppiato la vita media (ormai superiore a 700.000 ore) e ha dimezzato il tempo complessivo dedicato al lavoro (ormai inferiore a 80.000 ore). Dunque ci restano ben 620.000 ore da dedicare a noi stessi e al tempo libero. E tutto lascia ipotizzare che i nostri nipoti, più longevi e più scolarizzati di noi, dedicheranno un tempo assai maggiore all'ozio creativo, all'arricchimento culturale, alla partecipazione e al godimento estetico. Si profila, cioè, una società del tempo libero, centrata sulla cultura, sul turismo e sullo svago, i quali diventano a loro volta legittime occasioni di imprenditorialità economica e di opportunità lavorative.
Tutte queste persone - non solo ricche ma anche agiate, disposte a sacrificare altri consumi a quelli di natura culturale - sono molto attente alla scelta delle proprie méte turistiche, dalle quali pretendono un buon mare di mattina, arte scavi e musei di pomeriggio, concerti e teatro la sera (esibiti entro contenitori appropriati), locali raffinati e occasioni rare, cucina genuina, ospitalità cordiale ma non invadente, rispetto della privacy senza però l'angoscia della solitudine. Per comodità, li chiameremo "turisti consapevoli".

Turismo estraniato
Man mano che ci si allontana da questo nocciolo duro e prezioso di turisti d'élite, si cade nel turismo di massa, fatto di folle inconsapevoli e transitorie, addomesticate al "mordi e fuggi", allettate con accorte combinazioni di mega-attrattive effimere e di comunicazioni furbesche. Queste masse apprezzano il rumore, la calca, il fast food, il vistoso, il televisivo, il gigantesco, il superficiale. Per esse una discoteca, un ristorante, una piazza sono tanto più attraenti quanto più alti sono i decibel e più vistosi i tubi al neon. La loro caratteristica consiste nel sorvolare le regioni e le cose alla massima velocità e al minimo prezzo, estranei a se stessi e agli altri. Per comodità, li chiameremo appunto "turisti estraniati".
Tra i due tipi di turisti - consapevoli e estraniati - non esiste compatibilità: per una sorta di legge di Gresham, il turista cattivo scaccia quello buono e la comunità ospitante decade.

I luoghi della cultura e dello svago
Il luogo materiale in cui il turismo consapevole ama celebrare le nozze tra svago e cultura è costituito da quelle rarissime aree del mondo capaci di offrire, tutti insieme, monumenti, storia, natura, eventi e organizzazione.
A buon diritto, Ravello si candida come méta ideale di questo turismo che
richiede cure incessanti, appassionate, variate nel tempo e personalizzate. Richiede un continuo aggiornamento tecnologico, una total quality e la capacità di contendere, attraverso offerte culturali sempre più sofisticate, i clienti alla concorrenza internazionale sempre più agguerrita.
Una buona ospitalità deve coinvolgere tutta la comunità accogliente: accanto all'albergo ben gestito occorrono taxi puntuali, ordine pubblico rispettato, negozi forniti, prezzi adeguati, ecc.
Inoltre occorre che le dinamiche positive innescate in un paese si espandano, evitando così che una località di classe finisca per essere degradata dall'invadenza triviale di località limitrofe. E' dunque necessario creare delle reti, delle "galassie" di paesi eccellenti, programmando eventi ripartiti in base alla vocazione e all'esperienza di ciascuna "stella" della galassia.
Infine occorre la mobilitazione di tutti gli intellettuali che frequentano queste località, che le amano e ne traggono ispirazione per il proprio lavoro. Il loro contributo di idee, di organizzazione, di amicizie, di promozione, di controllo, di critica conferisce alla galassia un ulteriore punto di forza, prezioso e doveroso.

La S3-Studium e Ravello
La progettazione di un auditorium per Ravello rappresenta un buon esempio di questo possibile contributo esterno.
Ogni estate, da oltre dieci anni, la S3-Studium, scuola di specializzazione manageriale con sede in Italia e in Brasile, organizza a Ravello un seminario sul rapporto tra organizzazione e creatività. Un numero crescente di economisti, politologi, sociologi, epistemologi, artisti, imprenditori, manager anima questi seminari che, da qualche anno a questa parte, si sono arricchiti di una folta rappresentanza di partecipanti brasiliani.
Fin qui i seminari si sono svolti in un auditorium ricavato da una chiesa del XII secolo: di gran fascino ma ormai insufficiente a contenere il pubblico. D'altra parte, a prescindere dal seminario della S3, Ravello avverte sempre più l'esigenza di una sala capiente per concerti e convegni.
Se ne è parlato con il sindaco, Secondo Amalfitano, durante l'ultima edizione del seminario, nel luglio scorso, e il giornalista Roberto d'Avila, che partecipava ai lavori, ha suggerito di chiedere il progetto ad Oscar Niemeyer, il massimo architetto brasiliano e uno dei maggiori del nostro secolo, legato da profonda amicizia e stima a Domenico De Masi, cittadino ravellese. Lo stesso Roberto D'Avila, tornato in Brasile, si è premurosamente incaricato di chiedere a Niemeyer il progetto a nome di De Masi. E Niemeyer ha generosamente accettato.

Il ruolo dell'architettura
Tutto ciò mette in gioco l'architettura ravellese che affonda le sue radici nell'epoca romana e soprattutto medievale. Tutto il territorio comunale è costellato da ruderi delle grandi ville costruite durante l'egemonia della Repubblica di Amalfi e i monumenti principali risalgono a quell'epoca. Tuttora, nell'iconografia e nell'architettura ricorrente a Ravello, tornano i fregi arabeggianti, le bifore, i mosaici, le volte di quegli antichi monumenti, divenuti canone estetico impresso nell'immaginario collettivo.
Con il tempo, dal Settecento in poi, altre forme si sono aggiunte a quelle medievali e i restauri hanno spesso sovrapposto il barocco al gotico. Da ultimo, l'avvento di nuovi materiali - soprattutto cemento armato e alluminio anodizzato - ha determinato un collage caotico di vecchie e nuove costruzioni sicché oggi lo stilema medievale declina ma non vi sono ancora nuovi segni prestigiosi che ne raccolgano la potente eredità, innovandone il messaggio.
L'idea di un auditorium progettato da Oscar Niemeyer è nata appunto dall'ammirazione per l'illustre architetto e dal desiderio di dotare Ravello di un'opera d'arte moderna, degna di questo luogo eccezionale, un segno forte e prestigioso, capace di aprire al paese nuove vie estetiche senza rinunziare alla solare identità architettonica del Mediterraneo.

Perché l'auditorium
L'auditorium può rappresentare una vera e propria chiave di volta nella modernizzazione estetica, nella spinta culturale, nel progresso occupazionale ed economico del paese.
Ravello, città della musica, dispone di un variegato sistema di splendidi contenitori all'aperto: villa Rufolo, villa Cimbrone, piazza San Giovanni del Toro, piazza Duomo offrono siti e scenari incomparabili per la fruizione della musica da camera, sinfonica e bandistica, per il balletto, il cinema, i recital.
Ma l'intemperanza del clima ravellese impedisce la fruizione di musica all'aperto per la maggior parte dell'anno e la capienza di sale al chiuso non supera i cento posti.
Più grave, durante tutto l'anno, è la ricettività convegnistica. Mentre cresce la domanda da parte di aziende e di enti, mentre gli alberghi sarebbero pronti a ospitare molte centinaia di persone in qualunque mese, manca un auditorium adeguato e Ravello perde questo prezioso segmento del mercato turistico, che potrebbe alimentare la sua economia in tutti i mesi dell'anno, dando lavoro continuativo a tanti suoi giovani.
Occorre dunque dotare al più presto il paese di un auditorium capace di accogliere degnamente concerti di musica, recital, seminari, convegni e convention.

Perché Niemeyer
Nella graduatoria delle località incantevoli, dove si colloca Ravello? La fama che circonda questo paese, gli ospiti illustri che ha sempre attratto, la sua ricchezza di paesaggi e di opere d'arte, il livello di civiltà della sua popolazione, ne fanno un gioiello assoluto. Dunque ogni intervento, sia pure minimo, su tale gioiello, esige la massima apprensione e va affidato a urbanisti, architetti, design che, con la loro genialità, il loro prestigio, la loro onestà intellettuale, offrano la massima garanzia tecnica, estetica, etica.
Come si è detto, una serie di fortunate circostanze ha consentito di chiedere a Niemeyer il progetto dell'auditorium ravellese.
Oscar Niemayer è nato il 15 dicembre 1907, ha dunque 93 anni, ha creato oltre 500 edifici in ogni parte del mondo, tuttora lavora intensamente. E' l'unico architetto che ha progettato ex novo un'intera capitale: Brasilia. Insieme a Le Corbusier ha firmato il palazzo delle Nazioni Unite a New York. Durante il suo esilio in Francia, dove era vietato agli architetti stranieri di firmare progetti, De Gaulle emanò una deroga esclusiva per lui. In Brasile ha progettato, oltre ai grandi edifici pubblici della capitale, capolavori come il museo di Nitteròi o la chiesa di San Francesco a Belo Horizonte; in Francia il complesso di Le Havre, la sede della Renault e del Pcf; ad Algeri la moschea; a Milano la Mondadori.
Ma tutto ciò non sarebbe bastato a far sognare un capolavoro di Niemeyer per Ravello se non ci fosse un'intima consonanza tra il suo stile e quello della Costiera. Come in tutta l'area amalfitana, così nell'architettura di Niemeyer dominano la linea curva e il colore bianco. Egli ha scritto: "Non è l'angolo retto che mi attrae, e nemmeno la linea retta, dura, inflessibile, creata dall'uomo. Ciò che mi attrae è la curva libera e sensuale. La curva che incontro nelle montagne del mio paese, nella donna preferita, nelle nuvole del cielo e nelle onde del mare. Di curve è fatto tutto l'universo. L'universo curvo di Einstein".
La cultura in cui è radicata l'architettura di Niemeyer è quella solare - ardita ed equilibrata al tempo stesso - che unisce tutti i paesi latini, al di qua e al di là dell'Atlantico.
L'opera di Niemeyer a Ravello, accanto a quella di David Chipperfield, Zaha Hadid, Oriol Bohigas, Albert Puigdomenech, Tobia Scarpa oggi attivi a Salerno, costituisce un poderoso arricchimento estetico della provincia.
Niemeyer ha uno spirito universale, è universalmente riconosciuto come un genio dell'archietttura del nostro tempo, un suo progetto realizzato a Ravello sarà già di per se stesso un grande, ulteriore richiamo per un pubblico di qualità, che apprezza le cose rare e belle: "Fare architettura - egli ripete - è creare bellezza. Una bellezza cui concorre l'immaginazione non meno della conoscenza".

Il progetto
Oscar Niemeyer ha consegnato i disegni e il plastico dell'auditorium a Domenico De Masi il 23 settembre 2000, nel suo studio al n.3.940 della Av. Atlantica di Rio de Janeiro. Su incoraggiamento di Secondo Amalfitano, sindaco di Ravello, il progetto gli era stato chiesto il 7 luglio dal giornalista Roberto d'Avila a nome di De Masi. Entrambi sono amici del Maestro che ha lavorato al progetto intensamente, per settanta giorni.
Nel consegnare i disegni e il plastico, Niemeyer ha ribadito una sua particolare soddisfazione per il risultato raggiunto con quest'opera e ha spiegato dettagliatamente le intenzioni ad essa sottese: creare un complesso architettonico non eccessivamente costoso, semplice e ardito al tempo stesso, capace di inserire nel paesaggio ravellese un segno inconfondibile ma non dissonante. Quando l'auditorium sarà costruito, diventerà un riferimento visivo per chiunque guarderà Ravello da lontano. Presente ma non invadente, esso lancerà un richiamo intenso ed amichevole a chi guarda il paese da lontano, come già fa attualmente la Rondinaia: questa consacrata alla cultura privata; quello aperto alla cultura collettiva.
All'auditorium si accederà da una piazza oblunga che consentirà di godere, al tempo stesso, lo strepitoso panorama e il sorprendente edificio. Nella sala, il parterre per il pubblico sfrutta il declivio naturale del terreno; il posto per l'orchestra e il foyer sporge arditamente nel vuoto come il palco di villa Rufolo, ma senza sostegni.
L'esperienza musicale ravellese è segnata da concerti all'aperto dove l'imperfezione acustica è compensata dalla sensazione complessiva di godimento cui , oltre alla musica, concorrono il paesaggio, il tramonto, il sublime. L'auditorium non intende contrapporsi a questa esperienza, imponendo la totale rinunzia al paesaggio in cambio della perfezione acustica. Tale perfezione sarà agevolata dall'edificio concavo come la perfetta cassa armonica di un mandolino, ma il paesaggio resterà godibile attraverso l'ampia vetrata di accesso e occhieggerà dall'oblò dietro l'orchestra.

Ciò che conta
Questo progetto, per la sua bellezza intrinseca e per la fama mondiale del suo progettista, una volta realizzato conferirà a Ravello un grande, ulteriore richiamo, affiancandosi degnamente ai capolavori del passato e al paesaggio di sempre.
Esso è un dono generoso di Niemeyer, fedele ai princìpi umani che ha generosamente coltivato per tutta la sua straordinaria esistenza: "Un sentimento di solidarietà - egli ha scritto - mi ha accompagnato per tutta la vita. Io avrei vergogna se fossi un uomo ricco".
La catena affettuosa che lega Niemeyer a Ravello attraverso la S3-Studium ha consentito a questo paese privilegiato l'acquisizione di un ennesimo segno della sua perenne fortuna. In tutta la vicenda di questa progettazione, che partecipa più al genere delle favole che a quello delle committenze professionali, l'amore per il bello e la gara per dotare Ravello di un'opera d'arte sorprendente hanno fatto tutt'uno con il cimento dell'invenzione e con la commozione dell'amicizia. Del resto, proprio Niemeyer ha scritto sulla parete del suo studio: "Ciò che conta non è l'architettura ma è la vita, gli amici e questo mondo ingiusto che dobbiamo modificare"

Le immagini
Niemeyer ha accompagnato i disegni e il plastico del progetto con la seguente "spiegazione necessaria":

"Iniziando i disegni del progetto, ho subito sentito che questa non era un'opera facile da progettare. Il terreno irregolare, stretto, con una inclinazione trasversale molto accentuata. Di qui l'iniziativa di far costruire un plastico, desideroso di definire in condizioni poco favorevoli - i piani forniti erano troppo piccoli - la conformazione naturale del terreno.
Non pensavo affatto a un'opera costosa che potesse implicare dei movimenti di terra non necessari e perciò ho assunto come punto di partenza la decisione di localizzare il parterre esattamente secondo l'inclinazione data.
E il progetto ha cominciato a sorgere. L'ingresso dell'auditorium, un grande salone aperto sul paesaggio, un muro curvo e basso che crea il palcoscenico, il parterre, il mezzanino e la cabina di proiezione. Un muro doppio servirà d'accesso, grazie a una scala proiettata in esso, ai servizi sanitari e, a un livello più basso, all'ambiente per le macchine dell'aria condizionata, che utilizzerà per l'inalazione gli spazi vuoti esistenti.
Con questa soluzione ho preservato il volume progettato, in modo da evitare divisioni alte che avrebbero potuto comprometterlo.
Sono ritornato al plastico e ho constatato che l'entrata dell'auditorium doveva essere più protetta, ampliando la sua copertura in forma spettacolare, il che ha conferito al progetto un aspetto nuovo, capace di creare la sorpresa desiderata.
In seguito, analizzando l'insieme, ho verificato che la posizione dell'edificio in rapporto alle strade circostanti non permettevano ai passanti di avere una veduta più completa della sua architettura. E, allora, ho disegnato la piazza, stretta, che, io credo, arricchita da questo panorama magnifico, potrebbe costituire, indipendentemente dall'auditorium, un luogo d'incontro di particolare interesse. Al di sotto di questo sarà costruito il parking con una capacità di 100 vetture - una relazione corretta, se si considera un auditorium di 500 posti.
E io mi metto a immaginare, soddisfatto, questa piazza costruita, degna - forse - della città di Ravello, una delle più belle d'Italia.

S3Studium                   Vai all'articolo precedente        Torna all'indice del numero        Vai all'articolo successivo                                      [ Torna su       
Chi siamo Feedback Vai nell'Area Archivio Novità Ultimo Numero Strumenti Torna alla Home Page Vai nell'Area Tools Scrivi alla redazione Credits&Copyright Scrivi al Webmaster