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    Numero 5
 


Royal Caribbean: il management del tempo libero
Maria Gabriella Formicola intervista Silvio Petrassi

 
Sulla scia tutta proustiana secondo cui "nuovi luoghi e nuove amicizie hanno come trama l'oblio delle antiche", le crociere Royal Caribbean cercano di eludere l'idea consolidata del "viaggiar per mare" convocando vacanzieri di nuovo conio per esperienze innovatrici ed estetizzanti

Possiamo definire privilegiati quanti hanno ricevuto un'educazione attenta alle scelte relative al tempo libero, oltre a quelle relative alle ore di lavoro o di studio, solitamente privilegiate perché più ci connotano.
Siamo soliti infatti definire noi stessi in base a ciò che facciamo professionalmente e il nostro biglietto da visita non reca traccia, ad esempio, della nostra sensibilità musicale, della nostra capacità di comprendere il senso di un'opera d'arte o di un graffito murale, o ancora della raffinatezza o imprevedibilità delle nostre scelte vacanziere.
Fortunatamente un sentimento più ampio di riappropriazione di noi stessi, unito alla necessità di continui stimoli intellettuali per svolgere lavori che richiedono flessibilità e creatività, ci spinge oggi a dedicare attenzione ai momenti liberi dall'impegno e a perfezionarci quasi scientificamente nell'osmosi tra lavoro, studio e svago, corpo e anima. Proprio a ricomporre la dicotomia tra piacere dei sensi e piacere della mente, si moltiplicano le opportunità di vacanza che prevedono luoghi e tempi per la lettura, per il teatro, per la musica, la danze e la cura del corpo.
Su questa linea di pensiero fanno rotta le crociere della Royal Caribbean e della Celebrity cruises, da poco riunite in un'unica compagnia che punta ad una aristocrazia del gusto. La compagnia - diciassette modernissime navi, cui, entro il 2002 si affiancheranno altre sei unità- propone due evoluti stili di crociera.
Il primo è quello delle navi super tecnologiche e di alta gamma come la Voyager of the seas o la Viking Serenade ,che viaggiano tutto l'anno nei Caraibi, Bahamas, Bermuda, Canada, Alaska, Scandinavia, Europa, Medio Oriente, Messico.
Il secondo è quello della flotta Celebrity: cinque navi che abbinano un eccellente design ad un raffinato servizio connotato all'insegna dell'eleganza. Questa flotta, la più moderna al mondo (le navi hanno in media tre anni e mezzo di età) coniuga l'alta tecnologia del servizio televisivo interattivo con cui è possibile informarsi in tempo reale su tutti gli eventi a bordo e fuori, con il piacere dell'occhio assicurato da vere e proprie gallerie viaggianti d'arte moderna Le particolarità organizzative della Royal Caribbean International ci sono illustrate da Silvio Petrassi, Direttore Generale per l'Italia.

D: Come è costituita l'organizzazione Royal Caribbean?
R: Il quartier generale, dislocato a Miami, coordina a livello mondiale le attività logistiche, relative al movimento delle navi, e quelle ingegneristiche tra cui l'information technology. Le attività di marketing, commerciali e di comunicazione vengono invece gestite attraverso una rete coordinata di uffici distribuiti su tutto il territorio mondiale. La sede per l'Italia è situata a Genova. La struttura organizzativa è ispirata al marketing intelligence, ed è strutturata sia a progetto che a matrice.
Essa svolge un importante ruolo di sensore di tendenze di mercato e di comprensione delle esigenze del cliente, che si traducono poi in informazioni e in linee guida per il quartiere generale di Miami, utili alla definizione di prodotti e servizi nuovi per il mercato italiano.

D: Come si seleziona e si forma un manager che si dedica ad attività legate al tempo libero?
R: La nostra organizzazione seleziona individui con una formazione a 360 gradi, con spiccate doti di creatività e osservazione.
Un'altra attitudine importante è l'empatia, traducibile in un legame con i nostri clienti che ci consente di anticiparne i desideri e le aspettative legate al viaggio. Sia nel caso di viaggi di puro piacere sia, come sempre più spesso avviene, nel caso di viaggi di lavoro, come incentive e congressi, la nostra missione aziendale è quella di superare sempre le aspettative dei clienti.
La capacità intuitiva di tradurre i feedback dei clienti in prodotti e servizi innovativi è per tutti noi un'attività quotidiana; per me personalmente è una piacevole ossessione.
Le informazioni raccolte vengono discusse collettivamente in riunioni che si svolgono settimanalmente in Italia; quindicinalmente in Europa tra i general manager europei; bimestralmente a livello mondiale.
Inoltre le connessioni informatiche ci permettono quotidianamente la condivisione delle informazioni, delle idee, degli studi e delle ricerche di ogni paese. Per quanto riguarda l'aggiornamento professionale, esso è coadiuvato da un percorso di formazione sull'analisi di mercato unito all'osservazione personale della realtà e alla possibilità, per ognuno, di viaggiare e partecipare a convegni di settore in Italia e all'estero. Fondamentale, per noi è il confronto quotidiano con la rete di agenti di viaggio e di tour operator che ci consente un contatto costante ed immediato con il mercato.

D: Esteti della vacanza, turisti mai per caso o edonisti dello svago, come definirebbe i clienti della Royal Carribean?
R: Direi prevalentemente "esteti della vacanza". Il nostro, infatti, è un prodotto per viaggiatori e non per turisti secondo la distinzione che il film di Bernardo Bertolucci Un tè nel deserto sottolinea.
Ovvero le nostre crociere sono pensate per coloro che possiedono, anche da fermi, lo spirito del viaggio dentro di sé. Il nostro è un prodotto per un pubblico evoluto che desidera stimoli sempre nuovi ma anche riscoprire a bordo elementi della propria quotidianità, dalla cucina allo sport, dalla cura del corpo all'intrattenimento, dall'occasione di socializzazione a quello di intimità, al relax.

D: William Blake sosteneva che "l'eterno corpo dell'uomo è l'immaginazione". Royal Caribbean International sfiora molti miti dell'immaginario, da quelli legati alle storie del mare, ai nomi delle opere liriche che denominano le sale per la cena, alla scelta di itinerari leggendari. Quanto è importante l'immaginario per un viaggiatore moderno?
R: E' molto importante, direi fondamentale. La nave per questo è un mezzo particolare, forse perché il più antico eppure, oggi, il più evoluto. Navigare è un viaggio nel viaggio. A bordo si è immersi in un'atmosfera cosmopolita, mentre l'esperienza della navigazione a sua volta permette di collezionare continui stimoli attraverso l'esplorazione di luoghi e culture diverse, il godimento di scenari suggestivi ed appaganti. Un'esperienza, questa, in grado di ricaricare chiunque di nuove energie positive.

D: Un viaggio Royal Caribbean consente da una parte riti di convivialità, collettività, valori di legame, e dall'altra personalizza l'offerta. Come si conciliano queste due direzioni?
R: In ognuno di noi abitano più anime. Per rispondere ad esigenze di personalizzazione, ad esempio, sulle navi Celebrity il rapporto ospiti/personale di bordo è di due a uno e tutte le suite prevedono per gli ospiti un cameriere personale e un servizio in camera ventiquattro ore al giorno.
D'altra parte, l'intensità di momenti di relazione è garantita dall'insieme di attività di intrattenimento e sportive e dalle numerose escursioni a terra disponibili ogni giorno.

D: Per molto tempo si è supposto, e c'è chi ancora lo suppone, che il tempo libero sia una parte trascurabile della propria vita da "riempire" di svago e non da arricchire di piacere, compresi quelli della mente. Qual è la sua opinione a proposito?
R: Per rispondere devo riprendere un concetto che ho già espresso: gli itinerari da noi scelti insieme a quelli rintracciabili nelle offerte presenti sulle nostre navi (un viaggio dentro il viaggio), consentono esperienze profonde sia a livello culturale sia ludico. In altre parole, permettono di unire le occasioni di impegno a quelle di svago.
I nostri viaggi in crociera rispondono al bisogno di chi, quotidianamente, si circonda di questo tipo di stimoli o di chi ha l'aspettativa di potersi immergere in contributi tanto vari che potremmo definire di nomadismo culturale.
Non è un caso che spesso le nostre navi vengano scelte per l'organizzazione di congressi e di incontri: seminari che rispondono alle aspettative di manager desiderosi di arricchire la formazione professionale con contributi di arricchimento estetico.
D: Cosa vi piace che un viaggiatore, lasciando la nave, ricordi principalmente dell'offerta Royal Caribbean?
R: In cinque anni di attività in Italia abbiamo ricevuto solo lettere di encomio, e questo ci incoraggia a continuare il nostro percorso, che ha come obiettivo l'anticipazione, la soddisfazione e il superamento delle aspettative legate al viaggio.


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