Worky.it
    Numero 5
 


Confessione di un cittadino "politically incorrect"

Mario Unnia

 
Quando l'impegno degenera nella melassa del buonismo, perché non ripiegare in un "cinico blob"? perché non finanziare i cannibali che mangiano i missionari? perché non assumere una posizione iconoclasta, equidistante tra castità e pedofilia?

Ha registrato la confessione su un video amatoriale, le luci non sono perfette, anche gli zoom lasciano a desiderare. Il monologo dura oltre un'ora, vien da dire "l'ora di punta" del cittadino: ho trascritto solo i passaggi che meglio esprimono le sue simpatie e antipatie. All'inizio la telecamera tremolante insiste su delle carte disordinate, poi viene fermata sul tavolo, si intravede un corpo senza testa che va a collocarsi davanti all'obiettivo, e in fine compare lui, o meglio, la sua faccia compassata, i capelli separati da una irreprensibile riga, occhiali con montatura d'oro, cravatta Marinella su camicia bianca. Prende fiato, si schiarisce la gola e fissa l'obiettivo.

"Sono poIitically incorrect, incorrect dico, non uncorrect, è chiara la differenza? Sono politicamente scorretto nel senso più pertinente della parola.
Sono un bianco, un occidentale, un europeo, e quindi l'essere italiano mi va stretto, sono un battezzato a tradimento, sono anticlericale, sono intollerante, predico e pratico l'elusione e l'evasione fiscale, credo che i poveri sono più cattivi dei ricchi, posso provare che i marocchini puzzano, va bene?

Non ne posso più.
Di quelli che dicono che i cinesi sono più intelligenti di noi occidentali: ma vogliamo scherzare?
Confucio è una cartolina rispetto a Platone, a Kant, a Hegel. Non sopporto quelli che dicono che la cultura indiana è superiore alla nostra: bella cultura!
Un formicaio di storpi e di tisici, salvati dalla penicillina scoperta dal dottor Fleming al servizio dei capitalisti della Glaxo che, dicono i politically correct, perseguono "spudorati" obiettivi di profitto.
Considero costoro della gente esteticamente frusta, letteralmente demoralizzata, in grave crisi di autostima. (...)

Mi sento addosso la melassa del buonismo, e mi ribello.
Ho preso a calci e ho sbattuto fuori della metropolitana un colorato che importunava la gente e pretendeva quattrini.
In treno ho apostrofato una donna che raccontava della madre miracolata da Padre Pio "lei dice sciocchezze, e non se ne vergogna di fronte ai figli!": il mio dire ha trovato consensi nel vagone.
A chi mi chiede soldi per i missionari rispondo "finanzio i cannibali che se li mangiano".

Pratico l'astensione dal digiuno cattolico e dal voto cosiddetto democratico.
Detesto tutto ciò che sa di paritario, solidaristico, partecipativo, concertativo, cogestivo.
Se proprio volessi riconoscere uno scopo della democrazia sarebbe quello di proteggere l'elitarismo. (...)

Non leggo i giornali, rileggo resoconti di epidemie e terremoti.
Non scrivo, riscrivo vecchi pensieri di rivoluzionari sconfitti.
A suo tempo non potevo soffrire "nella misura in cui", oggi non tollero "in qualche modo". Ho sprayato sul muro dell'androne "Re-a-zio-ne!"

Detesto il verdismo, la cui unica utilità sociale è il conforto agli emarginati.
Quanto a me, mi cibo di derrate prodotte da processi integralmente chimici, va bene? Mangio carne di mucche clonate, attendo con ansia l'arrivo di verdure ottenute da piante sterili.
Uso detersivi non biodegradabili.

Quando sento dire cose che non condivido, mi alzo e me ne vado.
Quando dissento sono capace di arrivare al rifiuto mentale anche di vecchi amici.
Non intendo discutere, non è più tempo di discutere, la soglia di tolleranza è calata a zero, e voglio che si sappia.

Voi dite: "confrontiamoci" e io vi dico "scontriamoci!"
Rifiuto gli argomenti, preferisco i bombardamenti.
Detesto i comunisti, i fascisti, i cattolici , gli ex fascisti, gli ex comunisti, gli ex cattolici, e tutte le possibili combinazioni tra ex.
Non credo nella libertà, nella giustizia nell'eguaglianza, e me ne vanto.

Sono convinto che alla base di ogni successo c'è l'ineguaglianza delle opportunità, la violenza di un padre, l'ingiustizia del destino.

Quanto all'arte, quella vera è malthusiana: gli artisti sono troppi, non c'è spazio per tutti. (... )

Non azzardo giudizi morali, sono eticamente equidistante dalla castità e dalla pedofília, dal progresso e dalla decadenza.
Non ho preferenze sessuali per il giorno o per la notte.
Mi astengo da polemiche di genere, osservo le donne compiere tutti gli errori dei maschi e pregusto il giorno in cui si pentiranno della loro sperimentazione.

Perseguo il principio del piacere, e pratico l'ascetismo inverso.
Non mi aspetto nulla di buono da coloro che hanno il gusto del sublime.
Credo che il consumo più del lavoro nobiliti l'uomo, lo elevi, lo renda un cittadino migliore. Al volontariato cattolico preferisco la speculazione di borsa. (…)

Detesto coloro che dicono che i veri eroi sono le vittime.
Detesto gli intellettuali che si dolgono delle violenze perpetrate giustamente dai bianchi, e così facendo sono diventati editorialisti di testate nazionali.
Tengo a dichiarare, una volta per tutte, che il commercio degli schiavi africani, la tratta dei neri, fu un'invenzione musulmana.
L'hanno sviluppata i mercanti arabi in combutta con i loro colleghi negri, e l'hanno condotta con spietata brutalità ben prima che nel gioco entrassimo noi europei.
Denuncio che in questo paese la doglianza dà potere e la vittimologia è un passaggio sicuro per la cattedra.

Non tollero che una qualunque affermazione di uno studioso bianco, e per di più maschio, sia considerata sospetta.
Mi indigno che l'opinione di una donna o di un gruppo sociale di colore, e quindi per definizione "oppresso", meriti fiducia anche se è una palese sciocchezza.
Considero la cotta per la cultura afrocentrica più perniciosa dell'aids.
Accuso di "rovescio della storia" i film che ci raccontano la bontà dei pellerossa. (...)

Ai giovani dico: vi attendono tempi tremendi, formatevi alla crudeltà terapeutica, praticate il duello all'ultinio sangue come cura dei vostri disturbi infantili.
Diffidate dei post-marxisti, sono nostalgici bisognosi di razionalizzare il fallimento.
Se credete in Cristo auguratevi che non ritorni.

Fiutate per tempo il cretino.
Di solito è libera, sinistrorso, antisraeliano.
Se qualcuno vi dice "ci vuole pazienza" urlate "ci vuole impazienza!!"

Il video si chiude di botto, la sua faccia è succhiata dallo schermo. Il tutto ha il sapore di un "cinico blob".


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