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Ha registrato
la confessione su un video amatoriale, le luci non sono perfette, anche
gli zoom lasciano a desiderare. Il monologo dura oltre un'ora, vien
da dire "l'ora di punta" del cittadino: ho trascritto solo i passaggi
che meglio esprimono le sue simpatie e antipatie. All'inizio la telecamera
tremolante insiste su delle carte disordinate, poi viene fermata sul
tavolo, si intravede un corpo senza testa che va a collocarsi davanti
all'obiettivo, e in fine compare lui, o meglio, la sua faccia compassata,
i capelli separati da una irreprensibile riga, occhiali con montatura
d'oro, cravatta Marinella su camicia bianca. Prende fiato, si schiarisce
la gola e fissa l'obiettivo.
"Sono poIitically incorrect, incorrect dico, non uncorrect, è chiara
la differenza? Sono politicamente scorretto nel senso più pertinente
della parola.
Sono un bianco, un occidentale, un europeo, e quindi l'essere italiano
mi va stretto, sono un battezzato a tradimento, sono anticlericale,
sono intollerante, predico e pratico l'elusione e l'evasione fiscale,
credo che i poveri sono più cattivi dei ricchi, posso provare che i
marocchini puzzano, va bene?
Non ne posso più.
Di quelli che dicono che i cinesi sono più intelligenti di noi occidentali:
ma vogliamo scherzare?
Confucio è una cartolina rispetto a Platone, a Kant, a Hegel. Non sopporto
quelli che dicono che la cultura indiana è superiore alla nostra: bella
cultura!
Un formicaio di storpi e di tisici, salvati dalla penicillina scoperta
dal dottor Fleming al servizio dei capitalisti della Glaxo che, dicono
i politically correct, perseguono "spudorati" obiettivi di profitto.
Considero costoro della gente esteticamente frusta, letteralmente demoralizzata,
in grave crisi di autostima. (...)
Mi sento addosso la melassa del buonismo, e mi ribello.
Ho preso a calci e ho sbattuto fuori della metropolitana un colorato
che importunava la gente e pretendeva quattrini.
In treno ho apostrofato una donna che raccontava della madre miracolata
da Padre Pio "lei dice sciocchezze, e non se ne vergogna di fronte ai
figli!": il mio dire ha trovato consensi nel vagone.
A chi mi chiede soldi per i missionari rispondo "finanzio i cannibali
che se li mangiano".
Pratico l'astensione dal digiuno cattolico e dal voto cosiddetto democratico.
Detesto tutto ciò che sa di paritario, solidaristico, partecipativo,
concertativo, cogestivo.
Se proprio volessi riconoscere uno scopo della democrazia sarebbe quello
di proteggere l'elitarismo. (...)
Non leggo i giornali, rileggo resoconti di epidemie e terremoti.
Non scrivo, riscrivo vecchi pensieri di rivoluzionari sconfitti.
A suo tempo non potevo soffrire "nella misura in cui", oggi non tollero
"in qualche modo". Ho sprayato sul muro dell'androne "Re-a-zio-ne!"
Detesto il verdismo, la cui unica utilità sociale è il conforto agli
emarginati.
Quanto a me, mi cibo di derrate prodotte da processi integralmente chimici,
va bene? Mangio carne di mucche clonate, attendo con ansia l'arrivo
di verdure ottenute da piante sterili.
Uso detersivi non biodegradabili.
Quando sento dire cose che non condivido, mi alzo e me ne vado.
Quando dissento sono capace di arrivare al rifiuto mentale anche di
vecchi amici.
Non intendo discutere, non è più tempo di discutere, la soglia di tolleranza
è calata a zero, e voglio che si sappia.
Voi dite: "confrontiamoci" e io vi dico "scontriamoci!"
Rifiuto gli argomenti, preferisco i bombardamenti.
Detesto i comunisti, i fascisti, i cattolici , gli ex fascisti, gli
ex comunisti, gli ex cattolici, e tutte le possibili combinazioni tra
ex.
Non credo nella libertà, nella giustizia nell'eguaglianza, e me ne vanto.
Sono convinto che alla base di ogni successo c'è l'ineguaglianza delle
opportunità, la violenza di un padre, l'ingiustizia del destino.
Quanto all'arte, quella vera è malthusiana: gli artisti sono troppi,
non c'è spazio per tutti. (... )
Non azzardo giudizi morali, sono eticamente equidistante dalla castità
e dalla pedofília, dal progresso e dalla decadenza.
Non ho preferenze sessuali per il giorno o per la notte.
Mi astengo da polemiche di genere, osservo le donne compiere tutti gli
errori dei maschi e pregusto il giorno in cui si pentiranno della loro
sperimentazione.
Perseguo il principio del piacere, e pratico l'ascetismo inverso.
Non mi aspetto nulla di buono da coloro che hanno il gusto del sublime.
Credo che il consumo più del lavoro nobiliti l'uomo, lo elevi, lo renda
un cittadino migliore. Al volontariato cattolico preferisco la speculazione
di borsa. (…)
Detesto coloro che dicono che i veri eroi sono le vittime.
Detesto gli intellettuali che si dolgono delle violenze perpetrate giustamente
dai bianchi, e così facendo sono diventati editorialisti di testate
nazionali.
Tengo a dichiarare, una volta per tutte, che il commercio degli schiavi
africani, la tratta dei neri, fu un'invenzione musulmana.
L'hanno sviluppata i mercanti arabi in combutta con i loro colleghi
negri, e l'hanno condotta con spietata brutalità ben prima che nel gioco
entrassimo noi europei.
Denuncio che in questo paese la doglianza dà potere e la vittimologia
è un passaggio sicuro per la cattedra.
Non tollero che una qualunque affermazione di uno studioso bianco, e
per di più maschio, sia considerata sospetta.
Mi indigno che l'opinione di una donna o di un gruppo sociale di colore,
e quindi per definizione "oppresso", meriti fiducia anche se è una palese
sciocchezza.
Considero la cotta per la cultura afrocentrica più perniciosa dell'aids.
Accuso di "rovescio della storia" i film che ci raccontano la bontà
dei pellerossa. (...)
Ai giovani dico: vi attendono tempi tremendi, formatevi alla crudeltà
terapeutica, praticate il duello all'ultinio sangue come cura dei vostri
disturbi infantili.
Diffidate dei post-marxisti, sono nostalgici bisognosi di razionalizzare
il fallimento.
Se credete in Cristo auguratevi che non ritorni.
Fiutate per tempo il cretino.
Di solito è libera, sinistrorso, antisraeliano.
Se qualcuno vi dice "ci vuole pazienza" urlate "ci vuole impazienza!!"
Il video si chiude di botto, la sua faccia è succhiata dallo schermo.
Il tutto ha il sapore di un "cinico blob".
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